KHIVA

Cosa vedere a Khiva

Khiva tiene ancora la città vecchia dentro un anello di argilla, e lì c’è tutto quello per cui vale il viaggio: venti minuti dalla porta ovest a quella est, e fra i monumenti vivono ancora circa trecento famiglie. I monumenti riempiono una giornata. Quello che resta è la notte: dopo le sei le porte si svuotano e i vicoli tornano alla città.

Ichan Kala

Ichan Kala

  • Prima la porta ovest
  • Luce del mattino
  • Illuminata la sera

La città murata in sé: una città medievale che non è mai uscita dal suo anello di argilla, nella lista Unesco dal 1990, prima di ogni altro luogo del paese. Due strade la attraversano da porta a porta; tutto il resto sono vicoli che finiscono davanti alla porta di qualcuno.

Kunya Ark e le mura al tramonto

Kunya Ark e le mura al tramonto

  • Salire prima che cali il sole
  • Biglietto a parte
  • Gradini ripidi

La cittadella dei khan dentro la città: corte del trono, zecca, una moschea estiva rivestita di maiolica azzurra. La giornata finisce sulla torre di guardia che la sovrasta: tutta Ichan Kala da un parapetto e i minareti che si scuriscono contro il deserto. La torre e il camminamento sulle mura si pagano a parte rispetto al biglietto principale.

Minareto Islam Khoja

Minareto Islam Khoja

  • Biglietto a parte
  • Scala stretta e buia
  • Da evitare se si soffre di claustrofobia

56,6 metri: la cosa più alta della vecchia Khiva e la più giovane fra i suoi monumenti, costruita intorno al 1908-1910 per il visir del khan, insieme a una scuola e a un ospedale. La scala interna è stretta e senza luce; la vista dall’alto è quella delle cartoline.

Cos’altro c’è dentro le mura

  • Kalta MinorSi parte dalla base: quattordici metri di diametro, posati per una torre alta il triplo di quella che c’è. Il khan che la ordinò morì nel 1855, i lavori si fermarono a 29 metri e a Khiva restò un moncone turchese visibile da ogni vicolo.
  • Moschea JumaDalla strada sono un muro, un tetto piatto e un minareto. Dentro, più di duecento colonne di legno intagliato in fila nella penombra, nessuna uguale all’altra, alcune di secoli più vecchie del tetto che reggono. A mezzogiorno è la sala più fresca della città.
  • Palazzo Tash HauliAllakuli Khan lo fece costruire negli anni Trenta dell’Ottocento: stanze attorno a tre cortili e l’intaglio e le maioliche per cui è nota la scuola di Khiva. Nel cortile dell’harem il soffitto è dipinto come l’interno di una tenda: da lì veniva la dinastia.
  • Mausoleo di Pahlavan MahmudUn lottatore, un poeta e un pellicciaio diventato patrono della città. Sotto la cupola turchese non è un pezzo da museo ma un santuario vivo: la gente viene a pregare, quindi spalle e ginocchia coperte e macchina fotografica abbassata nella sala di preghiera. Si paga a parte.
  • Il bazar e le bottegheIl commercio non se n’è mai andato da Ichan Kala. Le bancarelle corrono da porta a porta lungo l’asse della città — copricapi, legno intagliato, suzani — e chi ci sta dietro per lo più torna a casa cinquanta metri più in là. A due svolte dalla via principale non ce n’è più nessuna: fili da bucato, un rubinetto, bambini in bicicletta.
  • Shivit oshiOrdinate i noodles verdi. L’impasto si lavora con l’aneto finché diventa verde, si taglia sottile e si serve sotto carne e latte acido. È un piatto del Khorezm: il nome compare nei menù anche altrove nel paese, il piatto quasi mai.

Da sapere prima di partire

  • Un biglietto per tutta la cittàUn biglietto, comprato alla porta ovest, apre i monumenti e i musei; vale due giorni e a ogni porta c’è un lettore di QR. Il camminamento sulle mura, la torre di guardia di Kunya Ark, il minareto Islam Khoja e il mausoleo di Pahlavan Mahmud si pagano in più, oppure arrivano con una versione più cara dello stesso biglietto.
  • Come arrivareDa Bukhara il treno veloce impiega circa tre ore e mezza e non parte tutti i giorni; i treni più vecchi coprono la stessa linea in sei ore e mezza. Khiva ha una stazione propria, venti minuti a piedi dalle mura. L’alternativa è il volo Tashkent — Urgench in un’ora e mezza e gli ultimi 30 km su strada: così è costruito il nostro itinerario di dieci giorni.
  • Quando stare dentroGli orari si spostano con la stagione: d’estate le porte aprono verso le otto e si cammina fino al buio, d’inverno aprono alle nove e chiudono verso le cinque. Il centro della giornata è dei gruppi e del sole — l’argilla tiene il calore e ombra non ce n’è — quindi tenetelo per la moschea Juma, un museo e il pranzo.
  • La notte dentro le muraDormire dentro Ichan Kala è ciò che trasforma una tappa in Khiva: le porte si svuotano, le mura restano illuminate, i vicoli in silenzio. Ci sono hotel dentro le mura e a cinque minuti fuori: prenotiamo gli uni come gli altri.

Visita di Khiva

Tutto quello che c’è in questa pagina in un giorno, con una guida che sa quale porta è aperta a che ora e in quale vicolo conviene svoltare.

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Prenotiamo tutto noi. Scriva una volta con le date: la risposta contiene un prezzo, non l’ennesimo modulo di ricerca.